1980: “Patriots” si apre con Up patriots to arms.
L’anno successivo, “La Voce del Padrone” consacra la sua imponenza già con l’iniziale Summer on a solitary beach.
Unite i due pezzi e leggete quanto segue.
Il Venerdì dello Spèsso

“La casa brucia”
ovvero
“Non urlate tanto sul cinismo! Il cinismo non sta nelle parole che descrivono la realtà ma nella realtà stessa” (Vladimir Il’ič Ul’janov)
Da ragazzino sognavo due cose: visitare Mosca, con la sua Piazza Rossa, e poi andare a vedere di persona i vialetti di una città di periferia americana, tipo quelli con casette prefabbricate in legno e steccati bianchi. E’ stato il dramma tragicomico di molti venuti su come me, guardando “Le strade di San Francisco” in televisione e occhieggiando alle attività politiche famigliari. Poi la vita ha schiacciato il tasto per l’avanzamento rapido, ed eccoci qui. Mi guardo attorno e faccio due conti.
Avevo degli amici che venivano ad apparecchiare i tavoli alla Festa dell’Unità, cosa che facevo quando ero bambino. Oggi, la metà di questi vota la Lega Nord. L’altra metà continua ad apparecchiare i tavoli, ma alla Festa Democratica. Personalmente non so dire cos’è peggio.
Conoscevo delle persone che, sempre come il sottoscritto, furono abituate ad ascoltare i sermoni del venerdì sera nelle piccole sezioni di paese, discesi direttamente dalla voce del soviet supremo italico. Oggi, molti di quelli che pronunciavano quei sermoni, bontà loro, sono passati a miglior vita. Quelli che li ascoltavano, invece, si dividono in due categorie: intellettuali anarchici e puttanieri destrorsi. Perché chi muore giace, e chi vive si dà pace.
Ricordo con grandissimo affetto il giorno in cui mi lasciarono indossare, per la prima volta, una t-shirt con una scritta riferita alla cultura americana. Avevo circa 13 anni. Ricordo con ancora più affetto quando un esule cubano mi regalò una maglietta con il profilo di un carro armato e dell’isola caraibica. Avevo 7 anni, o poco più. Non ricordo che fine ha fatto la mia prima maglietta con scritte in inglese. Quella con il carro armato la tengo ancora sul fondo di un cassetto.
Infine, mi ricordo le immagini dei telegiornali precedenti al 9 novembre 1989, quando a San Pietroburgo (Leningrad) i passanti si affrettavano nelle bufere di neve, ed il massimo tempo in cui si poteva restare all’aperto era stimato intorno ai 20 minuti. E mi ricordo i film della Warner Bros. ambientati sulle coste della Florida, dove tra sole, squali e tette al vento il benessere sembrava non poter finire mai.
Oggi, vedo chilometri e chilometri quadrati di Russia in fiamme, a 40 gradi quando il termometro sotto il mio porticato, in Italia, ad Agosto, ne segna al massimo 27. E vedo le spiagge della Florida incancrenite per colpa di un folle interesse che ora, oltre ad uccidere gli esseri umani con garbo, si diverte a massacrare le acque, i pesci e i pennuti del cielo. E allora, sapete che c’è? Non ci voglio più andare a Mosca. E neanche a vedere i vialetti americani. Mi godo lo squallore che vedo da qui.
“Passate le vacanze in Italia” (cit.)
Lo Spèsso
