Pinne, fucile ed occhiali - Mike Patton

Esco alle 18 dal lavoro.

Corro al mare, piazzo l’asciugamano, mi infilo gli occhialini e mi tuffo in acqua.

Da non credere. Pesci piccoli, tantissimi, pesci enormi, pesci colorati, pesci che corrono sul fondo.

Ed io che nuoto in mezzo a loro.

Infilo la testa sott’acqua per dimenticarmi di quello che c’è fuori.

Perchè là sotto non si sente nulla.

Perchè i movimenti sono più lenti e rilassanti.

Poi riemergo, prendo una boccata d’aria e via, di nuovo, con la testa sotto.

E’ un po’ come la storia dello struzzo.

Ed è un po’ come tornare bambini, a divertirsi con le onde che ti schiaffeggiano mentre arranchi per uscire dal mare mosso.

Poi mi butto sulla sabbia, ancora caldissima.

E mi addormento.

Quando mi sveglio il sole è già dietro le colline.

Dalla spiaggia se ne è andata anche quella poca gente che avevo trovato al mio arrivo.

I colori vanno dall’azzurro al rosa.

E in un paio d’ore libero la testa e sputo fuori le tensioni.

Domani mi compro una maschera.

Per stare con i pesci.

Per fare come i pesci che, in fondo, a loro, che cosa gliene frega.

Friday, July 23, 2010