Il Venerdì dello Spèsso – Puntata 16

Stavolta mi hai DAVVERO commosso, gringo.

Il Venerdì dello Spèsso

Thank You for Smoking 

ovvero 

Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore”. (Sandro Pertini) 
 
 

361 giorni. 361 giorni senza fumare. 361 giorni senza nemmeno aver voglia di fumare…vabè, facciamo 350, per quanto concerne la voglia. Ma senza fumare. Ed è questo che conta. Non so esattamente quando ho deciso di smettere, so solo che una sera mi sono addormentato fumatore e la mattina dopo mi sono svegliato non fumatore. Meravigliosa e curiosa varietà del creato, impertinente fascino della natura. Magari voi fumate, non so. Nel caso, bravi stronzi (come il sottoscritto quando lo faceva). 

Ora, un po’ di cifre: 6 chili presi li mettiamo lì, che tanto è inutile dire che non è vero. E porcaccio Giuda non c’è verso di farli scendere nemmeno correndo. Sono proprio bastardi chili che ti salgono come premio per avere smesso di riempirti di schifezze i polmoni. Però respiri meglio…anche con la pancetta. Dei giorni ho già detto, 361, numero non sottovalutabile e di tutto rispetto. Altri numeri: 3, il numero di giorni che ho atteso prima di avere la prima vera crisi di astinenza da nicotina, una nottataccia passata in bianco tra mordicchiamenti di unghie e un manuale di sociologia del lavoro (e non mi sono abbioccato nemmeno con quello). 934, gli euro risparmiati ad un primo conto approssimativo, e forse arrotondato un po’ per eccesso, ma comunque impressionante. Soprattutto perché direi che non ne ho ricavato alcun beneficio e nemmeno una nuova Fender Jaguar…ma per la salute, sai che godere… 

Insomma tutto bello? Tutto bene? Neanche per idea, e vado a spiegarvi subito il perché. Mi appello, in sostanza, alla questione morale. E vi dirò che pur non fumando più  e non avendo alcuna intenzione di ricominciare a farlo, moralmente resto un fumatore convinto, incallito, incartapecorito. Perché non se ne può veramente più di questi che scrivono “MORTE” sui pacchetti di Marlboro e non lo scrivono sulla cazzo di insegna del McDonald, perché ci hanno rotto le palle gli industriali che rifiutano di regolare l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili e poi dicono alla gente di non fumare in casa o al massimo con le finestre aperte. Questo si chiama prendere per i fondelli la gente. E non mi par bello. 

E poi, un’altra cosa: sfogliando un album fotografico della mia memoria musicale e cinematografica, vedo sigarette ovunque. E le vedo sempre nel posto giusto, dove fanno male a persone che consapevolmente si avvelenano per il gusto di farlo, con il vizio perfetto. Invece, pur volendo cercare con puntiglio, non la trovo davvero una fottuta fabbrica che abbia fascino del proibito, mentre vomita tumori e veleno da una ciminiera su fumatori e non fumatori. A prescindere. Ieri, oggi e domani

E allora sai cosa? Vaffanculo, farò (solo moralmente, s’intende) come una volta. Strappo mezzo filtro coi denti e via, una bella boccata lunga. Per festeggiare. E alzo la musica… 

“…Deadly nicotine

Kills What Might Have Been…” 
 

Lo Spèsso 
 

P.S.

Questo venerdì è dedicato a mARLA, che non sono riuscito a far smettere di fumare. Un insuccesso di cui vado fiero.

Friday, June 25, 2010