Stolen Car - Beth Orton

Se perfino io ho intuito che questo blog è principalmente dedicato agli amici, l’avrete capito anche voi (nonostante lo scarso acume che ci rimprovera, giustamente, Lo Spèsso).

Avrete notato che piano piano i personaggi iniziano ad incastrarsi tra loro, ma per potervi raccontare episodi ed aneddoti vari, devo proseguire anche nelle descrizioni dei singoli.

Per mere questioni di privacy, non vi posso sempre riportare le frasi più sconvenienti o compromettenti, soprattutto non troverei di buon gusto dire a chi si riferiscono o da chi vengono pronunciate.

Ma permettetemi di iniziare questo post con una frase che può già rendere un’idea del personaggio che mi accingo a descrivere.

Non vi posso dire a chi rivolse questo consiglio, ma La Diva, di fronte ad un’amica che all’epoca le confidò la storia segreta nella quale rivestiva in qualche modo il ruolo di ‘amante’, aprì il proprio cuore e, giocherellando con i giri di perle che solitamente pendono sulla sua prorompente scollatura, disse:

“Lascia perdere. Lasciatelo dire da una che ha già toccato tutti e tre gli angoli del triangolo”.

Standing ovation per La Diva.

Sarà per quel suo modo distaccato e teatrale di parlare, sarà per quel leggero tormento interiore che l’accompagna da anni, sarà per quella ricercatezza del particolare nel suo look, ma La Diva non potrebbe essere definita altrimenti.

Pur soffrendo di fronte alle mie scelte nell’abbigliamento, sorrideva guardandomi arrivare in bicicletta, con la tenerezza con cui potrebbe farlo una sorella maggiore.

Una volta, addirittura, mi costrinse ad uno shopping sfrenato dell’ultimo minuto, non appena le dissi che avrei avuto un’importante cena di lavoro la sera stessa.

“Oddio Marla. Almeno ce l’hai una camicia?”

“Figurati se ho la camicia”

“Un pantalone nero elegante, Marla. L’ultima spiaggia per un’uscita professionale”

“Mah… forse un paio… o forse no”

“Tu mi farai morire di crepacuore prima o poi, lo so” e spegnendo la sigaretta concluse: “Andiamo. Ti metto a posto io”.

Il suo terrore che mi presentassi con gli anfibi a una cena importante, la travolse come un ciclone e mi fece girare come una trottola nei suoi negozi di fiducia, fino a che l’opera non fu compiuta.

In cambio, le spiegai come affrontare giovani indie rockers mettendoli ko:

“Vedi, quando parlano della discografia di un gruppo, molto probabilmente non avrai mai sentito nominare nè il titolo nè il gruppo nè l’etichetta. Non ti preoccupare. E’ sufficiente che tu dica: ho sempre preferito il primo album”.

Trucco che ovviamente mi insegnò quel genio di Ics, che si divertiva a prendersi gioco soprattutto dei sedicenti indie rockers.

Beh, fatto sta che una volta la Diva mi venne incontro raggiante esclamando: “Incredibile. Funziona!”

Ora, sono certa che avrete delineato nella vostra mente alcuni tratti di questo personaggio.

Io non vi anticipo ancora nulla, ma provate ad accostare La Diva e la PdF e iniziate a immaginare un giorno di ordinaria follia al lavoro piuttosto che in università piuttosto che in entrambi i contesti insieme.

Manca solo più Lo Gnomo. Ma arriverà. Altrochè se arriverà.

Thursday, June 24, 2010