Il Venerdì dello Spèsso – Puntata 14

Osservo questo Spèsso da lontano e ascolto un pezzo di Simon & Garfunkel tratto da un disco diverso da quello proposto nell’immagine.

Perchè conosco la sua capacità di muoversi sul ring, la sua bravura ad incassare i colpi e, soprattutto, a restituirli.

In his anger and his shame
“I am leaving, I am leaving”
But the fighter still remains

(The Boxer)

Il Venerdì dello Spèsso

The Sound of Silence 

ovvero 

“La stampa più libera del mondo è la stampa italiana. Il giornalista italiano è libero perché può esercitare funzioni di controllo, critica, propulsione”. 
 

Non lo so. Non sono sicuro di ricordare il momento esatto in cui una molla nel mio cervello è scattata e mi ha fatto scegliere tutto questo. E’ successo forse, e basta. Come uno ha lo stimolo della fame o, da un momento all’altro, si innamora. Beh, resta che è successo: ho scelto di fare quello che faccio nella vita perché mi sono sentito trasportato, perché oggi più che mai so che è la cosa che mi riesce meglio. Poco importa che io mi occupi di gelateria in spiaggia o di sistemi economici comparati. A voi non deve interessare, e sono certo che non vi interessa. Ma provo pena per una categoria di persone che oggi vedo sprofondare nel ridicolo, ahimè non solo per loro colpa diretta. Sto parlando dei professionisti dell’informazione, i signori giornalisti. In verità vi dico, io questa gente non l’ho mai capita: una vita fatta di brevi pause tra una disgrazia e l’altra, sempre a rincorrere qualcuno…francamente, non so se ci riuscirei. Ma ciò non toglie che mi pare un po’ troppo trattare queste persone come animali ammaestrati, calpestando i loro diritti e riducendoli ad un silenzio intellettivo come non lo si sentiva da moltissimi anni. Per motivi addirittura politici, poi. 

Mi fa specie sentir parlare di “censura”, “bavaglio” e quant’altro, non lo nascondo, anche perché credo che imbavagliando una grossa parte della stampa si sia creato il pretesto per renderla molto più interessante ed appetibile di quanto non fosse prima. Ma detto ciò, e fatti i dovuti distinguo, viene da domandarsi: è davvero un grosso male che si sia messo un tappo a tutta questa libertà di parlare di scandali, vergogne nazionali e volgari mistificazioni economico-politiche? Voglio dire, sentiremo la mancanza di tutto questo pattume mediatico, con annessi e processi? Onestamente non ho ancora deciso. O meglio, di una cosa sono certo: se è vero che si iniziano ad apprezzare le cose solo quando non se ne può più fare liberamente uso, credo che ora moltissimi italioti (una contrazione di due parole che forse intuirete…o forse no…) inizieranno a rivalutare questo concetto noioso ed antiquato che risponde al nome di libertà di stampa. 

La citazione in calce, voi dite? Ah, sì, è mancante della fonte, ma non è un errore. Ho preferito lasciarvi ponderare con cura le altre parole prima, per sottoporvi dopo la fonte di tale equilibrata affermazione. Che poi riassume in sé alcune norme di buon senso, mi pare…beh, ad ogni modo, trattasi di persona molto conosciuta nell’ambiente dei giornali per essere stato, in un certo passato, scrivente ed anche direttore di testata. Diciamo che oggi sarebbe più o meno un magnate della tv. Che poi, per evitarsi problemi con la legge, fondò un movimento populista e raggiunse qualche buon risultato alle elezioni, cosa che lo salvò e ne fece una personalità salita alla ribalta della storia. Oggi, diremmo, uno dei migliori degli ultimi 150 anni. Davvero ancora non ci arrivate?

Vi dirò solo che quando c’era lui, i treni arrivavano in orario. Che fatta la tara equivale a dire, con i treni di oggi, che ci sia un uomo capace di sconfiggere il cancro. 

Buonanotte Italia. 
 

Lo Spèsso

Friday, June 11, 2010