Il Venerdì dello Spèsso – Puntata 05

“A costo di farmi trapassare da un milione delle loro frecce avvelenate”.

Sono con te.

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure - the privilege is mine.

Il Venerdì dello Spèsso

Die Bremer Stadtmusikanten, Part. II:La Gallina dalle Uova d’O(di)o 

ovvero 

Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto” (Chuck Palahniuk, Fight Club, 1996. Cap. 22) 
 

Conosco il Paesino. E conosco anche la Città di Nebbia. E questo a riprova che la nostra mARLA, tenutaria di questo spazio virtuale, non si inventa nulla. Ultimamente, però, è successa una cosa importante nel Regno: la Regina è morta. Era accaduto raramente, dal Tempo della Fine delle Illusioni, di vedere un crollo così drastico nei consensi alla dinastia reale. Forse…forse non si era neppure mai visto, da parte di gente della nostra generazione. Fu così che li vedemmo sbucare. Vedemmo una popolazione decisa e molto poco avvezza al dialogo, abituata a prendersi le cose senza troppi complimenti, venire su dai greti dei fiumi e dalle conche delle valli. Non erano (e non sono) molto belli a vedersi, maneggiano con destrezza spada e scudo, conoscono il Vasto Mondo ma lo rifiutano, temendo che esso possa portar via loro ricchezze e privilegi. Marchiano i branchi di bestiame che razziano con il loro simbolo, e prediligono la razzia di capi giovani, più facili da catturare con i loro metodi rispetto alle bestie esperte ed adulte.

Mi ricordo quando, ancora ragazzo, per la prima volta mi parlarono di loro. “Non sottovalutarli, Spèsso”, mi dissero, “con il tuo smisurato dono cinico, un giorno, li affronterai in battaglia. Sarà un giorno terribile e magnifico, ma ricorda: non ti aspettare pietà da loro. Sono pochi ma cresceranno, e quando saranno molti vorranno prendersi tutto”. 

Oggi, scrivo queste righe dal crinale che divide il Regno (la terra di mARLA) dall’Aspra Terra (la mia). Accampato qui, con una piccola banda, affilo la mia retorica alla luce della luna, rendo ben saldi i miei concetti e nutro il mio disprezzo, che scalpita ancora fermo alla briglia. Li sento, là sotto, nella Valle della Morte, la terra di confine tra i due reami. Qui il Re, pur non molto amato neanche dal sottoscritto, è comunque sopravvissuto alla battaglia. Ma loro odorano il vento, fiutano che il momento è favorevole. Che cosa fiutano? La paura del bestiame giovane. Lo vogliono. Non lo avranno. A costo di farmi trapassare da un milione delle loro frecce avvelenate, non li lascerò passare. E non sono il solo.

Volete sapere come riconoscerli, se, passando per il sentiero nel bosco, dovreste incontrarli? Sappiate questo: parlano in modo infantile, formulando luoghi comuni e mezze convinzioni farlocche. E poi ci sono i loro scudi. Su di essi, su ognuno di essi, i guerrieri portano impresso il loro simbolo, retaggio del profondo passato: è una gallina.

La gallina dalle uova d’O(di)o. 
 

Lo Spèsso


Friday, April 9, 2010