Ha ritrovato nuova linfa.
Eccolo, direttamente dal cestone di vimini di un bazar del Cairo.
Il Venerdì dello Spèsso

“Killing an Arab”
ovvero
“Nichilisti? Mi venga un colpo… allora è meglio la dottrina nazional-socialista, Drugo. Se non altro, ha alla base l’ethos”. Walter Sobchak, Il grande Lebowsky, 1998
Non sapete quanto è stato difficile farvi giungere queste poche righe, figli miei, e sinceramente non so perché ancora mi preoccupi di lanciare un po’ di luce nel buio vuoto neuronale che vi separa dal sottoscritto. Ma cosa volete, sono un sentimentale. Tendo ad affezionarmi.
Stando a quanto mi è dato sapere da dove mi trovo, avete ricevuto l’ultima mia poco prima del santo Natale, quando mi trastullavo ancora nel Bel Paese con ragazzini armati di manette e molto poco coraggio. C’è che mi ero stufato dell’Italia, del suo torpore grigio, del suo ingoiare continuo, della sua placida mediocrità. Così, armi e bagagli, dopo avere passato un po’ di tempo a veder nascere una nuova classe di schiavi post-moderni in quel di Mirafiori (mi emoziona sempre fino alle lacrime vedere l’uomo buono messo alla catena, il suo muggire rassegnato nel tornare a vivere carponi), ho pagato un imbarco ed ho superato il Mediterraneo. Destinazione Nord…nord Africa.
Oggi, vi scrivo reggendo un piccolo portatile sulle ginocchia, nascosto in un cestone di vimini dal bazar del Cairo: uno di quei contenitori dove una volta si tenevano i serpenti da far danzare di fronte all’Incantatore. Ma qui, oggi, l’Incantatore non c’è più. L’Incantatore è evaporato, sparito, caduto, crollato. Del doman non v’è certezza, ma valeva la pena vivere questo momento: il ruggito scomposto e schiumante rabbia della moltitudine che è uno, la furia iconoclasta, l’acrazia diffusa e una pioggia di pietre e bottiglie molotov. Si vive anche per questo, sapete, maledetti occidentali fottuti. Si vive per rovesciare dittatori, per patire la fame ed il freddo, per sentire l’ostilità di una moltitudine di soldati. Si vive per poter sperare in un cambiamento. Ma che ne volete sapere voi? Voi siete quelli che la gente di mezzo mondo sfotte…e qualcuno ancora si domanderà perché…
Comunque, tornando a noi, la mia cartolina vi raggiunga e sappiate farne buon uso. Io, domani, partirò su una vecchia auto per raggiungere Algeri, e poi di lì la Tunisia, forse la Libia…voglio andare ovunque ci sia coraggio, orgoglio, speranza…dove chi non ha nulla può vendersi le scarpe per un tozzo di pane, ma non l’anima e il culo per una comparsata in televisione. Voglio stare in quei posti dove le “escort” si chiamano ancora puttane, dove chi sbaglia paga, dove la Legge è uguale per tutti e la Giustizia non guarda in faccia nessuno. Voglio andare ovunque.
Basta non essere lì.
Lo Spèsso
