“Che cosa ti preoccupa?” dice
“Sono preoccupata per il blog” rispondo
“Cioè?”
“Iniziano a leggerlo in parecchi. Temo per l’anonimato, mio e dei personaggi che descrivo”
e aggiungo:
“Questo blog è libero. Le tre regole del fightblab valgono fin dall’inizio, ma nel rispetto dell’anonimato”
Perchè quando crei dei personaggi è un po’ come se ne diventassi responsabile.
Non ho mai svelato il nome dei luoghi in cui si svolgono i fatti nè, tantomeno, quello dei protagonisti.
Men che meno il mio.
Questo è il bello del fightblab.
Scrivere per il piacere di raccontare, ma senza mai svelare nulla.
E i lettori del fightblab lo sanno.
I personaggi, spesso, si riconoscono tra loro ma si limitano a strizzarsi l’occhio quando si incontrano, in segno di intesa.
Proprio come accade nel Fight Club.
Sanno chi è Marla. Ma sanno anche altrettanto bene che Marla non vuole rivelare la sua identità.
E chi sarà mai questo Spèsso? Uno, nessuno e centomila.
Un blog che è un mondo a parte, fatto di fotografie senza facce e senza nome.
Un omaggio alla libertà dell’immaginazione.
Una rarità da rispettare, al giorno d’oggi.
