Il Venerdì dello Spèsso – Puntata 31

Godetevi tutto.

A partire dalla copertina del disco.

Il Venerdì dello Spèsso

“Pugni Chiusi” 

ovvero 

“Nella Germania Federale la protesta studentesca non fu originata dalle catastrofiche condizioni dell’università come in Italia. Ebbe altre cause, due per l’esattezza. La prima fu l’incapacità, da parte dell’istituzione universitaria in Germania, ad assicurare una qualificazione della forza lavoro adeguata alle esigenze dello sviluppo industriale […] la seconda che, quelli che protestarono, erano studenti che appartenevano alla prima generazione di universitari che non avevano conosciuto di persona il nazismo e che non erano cresciuti in clima fascista” (Oskar Negt, 1979) 
 

Non so ancora se sono d’accordo sulla tempistica, ma di sicuro mi trovo a constatare, finalmente, che il grosso degli editorialisti italiani si è allineato con il sottoscritto. In semantica “del casino”, cari i miei somari, sono un’autorità da anni, ed è per questo che mi rallegra la somma constatazione di cui sopra: Rivoluzione e Rivolta sono due cose ben diverse. ‘Sticazzi, aggiungerei. Con una tristezza senza precedenti, infatti, per mesi e mesi abbiamo sentito parlare di un nuovo ’68: trattasi di palese ed esorbitante castroneria, naturalmente. Come si può anche solo pensare, verrebbe da domandarsi… 

Più seria e meno rincuorante la prospettiva opposta, quella forse più vicina alla realtà: dietro i tumulti che sconvolgono l’Europa non c’è un ideale politico, piuttosto che una decisione condivisa o un desiderio di rivalsa. No, nulla di tutto ciò. Meglio: nulla. E basta. Comunque si guardino questi scoppi di violenza, fatti salvi i pochi infiltrati e fomentatori di ogni ordine e misura, c’è il triste e sottile primato della rabbia e della disperazione. Non c’è la politica a portare i ragazzi in piazza, perché di essa abbiamo smarrito ogni dignità. Non c’è la speranza, poiché ci è stata defraudata “con i sogni dei nostri padri”, e non ce la daranno più. Questa guerriglia urbana non ha un connotato propositivo: divora sé stessa distruggendo gli altri. Lì in mezzo c’è solo gente di massimo trent’anni: quella che, agli occhi della nostra realtà, non ha più nulla da perdere. E’ il primato del mercato, baby, ma fa paura. E come la si ingabbia, pensano gli Anziani del Villaggio? 

Le riflessioni di oggi non nascono con il preciso intento di strappare una reazione, sia essa di disgusto, ilarità o indifferenza. Queste brevi note, scritte in un momento, vogliono durare per lo stesso arco temporale. Un battito di ciglia. Quel battito di ciglia che separa la violenza dall’azione, forse, che stabilisce la linea insuperabile “del torto”. Lasciamo stare poi da quale parte sia il torto e da quale prospettiva lo si guardi. Ma una cosa, questa sì, sarebbe bello dirla. Durante gli scontri di piazza romani del terribile 14 dicembre, una giornata che rimarrà scolpita ad imperitura memoria tra i punti più bassi della storia del suolo italico dai tempi di Cesare Augusto, i media sono arrivati ad isolare, inconsapevolmente, un frammento di Senso. Cosa intendo? Mi riferisco ad un giovane con in mano manette e sfollagente, una giacca con il cappuccio calato sugli occhi. Direi che tutti sappiamo di chi si stia trattando. Bene, di lui non sapremo mai nulla, se non che (come tutti hanno ripetuto per giorni) è il figlio di un ex-militante in Autonomia Operaia. E’ nessuno, lui. E lo rimarrà. 

Insomma, senza farvela tanto lunga, questa è l’era della Hýbris, un tempo dove nemmeno la responsabilità è concessa alle nuove generazioni, ricadendo essa sui padri. Questo ragazzo, insomma, non è colpevole della sua colpa, sembrerebbe dire il media. Ma è anche il modo, astuto, per cancellare la personalità di un nuovo movimento, per annientare la spinta distruttrice della rinascita, per conservare in salute i Gattopardi. Insomma, è un invito a delinquere, senza però concedere nemmeno l’orgoglio di subirne le conseguenze.  

E questo, per come la vede il sottoscritto, è il crimine più grande. 

In omnia secula seculorum. 
 

Lo Spèsso

Saturday, December 18, 2010