Paranoid Android - Radiohead

Con questo post vorrei allacciarmi a uno scritto del mio adorato Spèsso.

Non l’ultima puntata, la penultima. La numero 25, per la precisione.

Per raccontarvi una storia.

E’ la storia della scadenza di un contratto. Roba di ordinaria follia, ai nostri giorni.

La persona a cui scade il contratto viene convocata dalla capa, in un ufficio appartato.

La capa inizia un discorso che fa presagire il peggio:

‘L’azienda ha un fatturato basso, nonostante ci siano risorse in più, quindi i capi non sono convinti di continuare ad investire in personale ecc. MA io mi sono PRODIGATA per te e così abbiamo pensato di offrirti ancora un’opportunità’

La persona della quale si stanno discutendo le sorti (che qui, per comodità, chiamerò semplicemente La Persona - anche per sottolineare il suo lato umano troppo spesso accantonato) sa dove si vuole arrivare con questo preambolo. E infatti la capa prosegue:

‘Quindi abbiamo deciso di riproporti di nuovo lo stesso contratto a progetto, per cinque mesi’

La Persona chiede solo: ‘Alle medesime condizioni economiche?’

La capa: ‘Eh beh, sì’.

La Persona di colpo sorride e dice: ‘No. Non accetto’.

Il gelo invade l’ufficio, la capa forse non crede alle sue orecchie e inizia a bofonchiare cose delle quali riporto solo spezzoni quali ‘ti vedo in questo team’, ‘far parte di questa azienda’, ‘riconoscimento aziendale’, ‘investimento’ e altri concetti che si schierano dall’altra parte del fiume in piena dal quale era partita all’inizio.

La Persona è ferma e ribadisce: ‘No, grazie. Io con quei soldi non vivo. Non arrivo a fine mese. Ho accettato queste condizioni per molti mesi, perchè ritenevo fosse giusto fare gavetta. Ma adesso non ci sto più’.

La capa tenta di aggiustare il tiro, bofonchiando cose tipo ‘e se facessimo un tempo determinato’ e cercando di capire se La Persona ha altre opportunità in ballo.

‘No. Non le ho’ risponde La Persona, continuando a sorridere ‘Ma le posso trovare. Posso anche spostarmi di zona, cambiare città. Cambiare nazione, se necessario’.

Certo che può.

Può tutto. Soprattutto può non accettare più determinate condizioni.

Ed è questo a sconvolgere la capa.

Il fatto che tu ti permetta di dire ‘NO’, nonostante ti ripropongano sempre le solite condizioni indecenti dopo avertene promesso di migliori, tentando inoltre di convincerti che in fondo non meriti di più, che sono loro magnanimi ad offrirti un’altra opportunità.

No. Questo La Persona non lo accetta.

Perchè La Persona è cresciuta con una madre che le ha sempre ripetuto:

‘Ricordati che la tua dignità viene prima di qualsiasi altra cosa’.

E se al Figlio della Serva non rimane che la propria dignità, è giusto che non si pieghi.
E’ giusto che rifiuti, è giusto che lotti.

Questa storia è solo una goccia nella tempesta predetta dallo Spèsso.
Ma se non altro, a scatenarla, per empatia e senso di appartenenza, è stato di nuovo il Figlio della Serva.

Tuesday, September 21, 2010