Il Venerdì dello Spèsso - Puntata 26

Buona playlist a tutti.

Il Venerdì dello Spèsso

Playlist

ovvero 

La realtà è che noi non diamo, se non raramente, definizioni per essenza, ma più sovente per lista di proprietà. Ed ecco che pertanto tutti gli elenchi che definiscono qualcosa attraverso una serie non finita di proprietà, anche se apparentemente vertiginosi, sembrano approssimarsi maggiormente al modo in cui nella vita quotidiana (e non nei dipartimenti scientifici) definiamo e riconosciamo le cose(Umberto Eco, La Vertigine della Lista) 
 

Un giorno vi spiegherò perché non ho potuto avere una carriera accademica, nel frattempo posso dirvi solo: 1) fatevi i fatti vostri e 2) cercate di appassionarvi a questo scritto. L’amica mARLA sa bene quanto io sia smodatamente appassionato di liste, tipo: 1) Le dieci canzoni da sentire in un giorno di pioggia, 2) I cinque film più brutti della storia, e così via. La sindrome della playlist, rendere lista e dibattere sui molti aspetti, frivoli o meno, dello scibile umano, tipo fiori, oggetti, città, colori e così via. La lista, a cui il Maestro Eco ha recentemente dedicato un imponente volume, è realmente il nostro modo di avvcinarsi alle “cose”, così come potrei dirvi che 1) è il modo in cui noi consentiamo ad esse di significare oppure 2) è il modo con cui noi innestiamo su di esse un significato. Che sembra, ma non è per un cazzo la stessa cosa. 

Direte voi che i giochi che prevedono gli elenchi sono malati di un certo infantilismo. Negativo, amici: si interrompe di fare questi giochi quando a) si perde la volontà di imparare e b) si acquisisce la supponenza di sapere. Ora, mentre sulla prima delle preposizioni vi vedo ferrati da tempo, sulla seconda ruota il perno dell’odierna discussione. Infatti, la mia “vertigine della playlist” non deriva per nulla da una curata masturbazione mentale, ma soltanto dal piacere di regalare due liste anche a voi, e magari a proporvi di farne altre. Comincio io, ok? Allora: 

Cinque cose che mi piacciono della Francia: 1) Il 14 luglio 1789, 2) Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, 3) L’Illuminismo, 4) il Maggio 1968, 5) Parigi. 

Scommetto che Parigi lo avreste scritto anche voi, eh? Beh, forse è normale…come lo avrebbero scritto i giovani cittadini europei Rom caricati sugli aerei e spediti in Romania. Finiti, loro stessi, su una lista. Ma questo è un’altra storia. Una (brutta) storia. 

Era il 15 settembre 1935… 
 

Lo Spèsso
Saturday, September 18, 2010